Come sviluppare un programma nazionale per ridurre il consumo di sale? 

  • Pubblicato il: 23/11/2011 

  • Policies

  • Biologia  - Nel Mondo 

La pressione del sangue troppo alta (ipertensione) rappresenta la prima causa di morte prematura nel mondo, e l’ingestione di sale costituisce un elemento cardine nell’aumentarla sia in bambini che in adulti. A sua volta, una dieta ricca di sale causerebbe un 30% di tutti i casi di ipertensione e rappresenta il settimo fattore di rischio di morte prematura negli USA, ma addirittura il secondo fattore di rischio in Cile. Inoltre, un elevato consumo di sale causerebbe cancro gastrico, osteoporosi, calcolosi renale e obesità. Questo mentre la dieta umana negli ultimi secoli ha visto un aumento di circa 10 volte del consumo di sale.  Insomma, un programma di salute pubblica efficace e poco costoso potrebbe partire dal cercare di ridurre il sale consumato per via alimentare, tramite azioni adeguate. La OMS considera centrale tale obiettivo di riduzione del sale ingerito.

Il problema

Passare dalle parole ai fatti però non è semplice: infatti i medici, sebbene abbiano le migliori conoscenza in materia, spesso non dispongono di adeguati strumenti per comunicare o trasmettere messaggi di salute pubblica, e soprattutto, modi per farli entrare nella dieta delle persone.

Ecco allora lo spunto degli autori: fornire linee guida dettagliare, con una sequenza di passaggi, per rendere efficace una campagna di riduzione del sale. Un interessante caso di studio a metà strada tra la salute pubblica ed il social marketing. Gli autori dell’articolo sono i principali precursori di piani di azione in tal senso: il Dr Macgregor ha promosso il  “Consensus Action on Salt and Health”, un gruppo che ha gettato le basi per l’attuale iniziativa Salt Reduction Programme nel Regno Unito, e a livello mondiale, il World Action on Salt and Health; il Dr Neal ha sviluppato la sezione australiana del programma precedente; il Dr Campbell ha sviluppato e guidato un programma per ridurre il sale in Canada, oltre ad un programma “Pan American Health Organization Expert Group” per facilitare lo sviluppo di programmi nazionali per ridurre il sale nelle americhe. Quali sono allora gli elementi principali per realizzare un “buon piano” di riduzione del consumo di sale nella popolazione? Vediamoli.

Leadership

Significa dedicare ruoli credibili e di responsabilità a sviluppare le azioni, in modo da attrarre fiducia, e quindi risorse da destinare alle azioni. Il riconoscimento di una leadership scientifica granitica garantirebbe inoltre un supporto da parte dell’ industria alimentare che si trova a dover riformulare i prodotti con un minore contenuto di sale.

Identificazione degli aspetti facilitanti e delle barriere

Una chiara  e precoce identificazione dei soggetti che possono essere di supporto, così come del più ampio panorama legislativo nazionale e delle opportunità offerte; ma anche dei potenziali avversari (industrie e associazioni, gruppi di ricerca finanziati dall’industria, consulenti pagati dall’industria…) è fondamentale. Inoltre, si specifica che occasionalmente alcuni ricercatori indipendenti possono osteggiare il programma, anche se la maggior parte di questi risponde adeguatamente di fronte alla prova dell’evidenza.

Stima degli impatti di salute su una nazione del programma

Stime concrete degli effetti positivi che un programma di riduzione di consumo del sale può ottenere sono fondamentali per guadagnare il supporto del legislatore e degli amministratori. Vi sono una serie di metodi per stimare vite e costi risparmiati dall’adozione di un piano di salute pubblica in tal senso. La maggiore parte delle stime riguardano il consumo di sale e la prevalenza di ipertensione e malattie cardiovascolari.

Costruire il supporto

La creazione della coalizione di soggetti attivamente interessati è di fondamentale importanza. Sia individui ch organizzazioni possono e devono essere coinvolti nel programma.

Partendo da un gruppo ristretto (cd core group) di soggetti più fortemente interessati a portare avanti la causa, si riusciranno a sviluppare strategie e tattiche. A fianco di questo gruppo, sufficientemente piccolo ed in grado di rispondere velocemente alle sfide dell’ambiente esterno, vi saranno poi organizzazioni scientifiche, e un più ampio seguito di individui che costituiscono una “seconda linea”. Si raccomanda che almeno uno dei partner del gruppo ristretto abbia le competenze e risorse di comunicazione pubblica e mediatica, in modo da poter condurre appropriate campagne lancio. Più la coalizione sarà rappresentativa del settore di salute pubblica nazionale, più facilmente otterrà supporto e credibilità all’esterno.

Sviluppare una solida base scientifica

Bisogna garantire la certezza che pubblicazioni valide, recenti e aggiornate siano disponibili a supporto delle azioni che si vogliono intraprendere. Documenti della OMS e di altri organismi particolarmente influenti sono fondamentali per garantire la credibilità scientifica del piano. La semplicità della comunicazione di tali messaggi va poi unita alla autorevolezza della fonte. Volantini, schede e materiale educativo può facilitare la trasmissione del messaggio scientifico senza renderlo incomprensibile.

Sviluppare un “messaggio chiave” che identifichi la campagna e l’obiettivo

Ad esempio, “meno di 7 grammi di sale al giorno”: i messaggi devono avere base scientifica, immediata comprensione  e semplicità di uso. Il “policy statement” così inteso dovrebbe essere diffuso il più possibile in modo da trovare supporto non solo entro la coalizione proponente, ma da parte di tutti i soggetti interessati.

Interagire con l’industria ed i governi

L’interazione con industria e governi andrebbe posticipata rispetto alla fase di costruzione di un solido consenso scientifico, che solo può riverberarsi in azioni di policy non controverse e facilmente impugnabili da parte degli amministratori e dei politici. Circa la preferibilità di approccio obbligatorio (riduzione del sale negli alimenti o tassa su cibi “salati”) o invece volontario, gli autori dichiarano di preferire una via di mezzo: approccio volontario, ma con la minaccia di uso di strumenti legislativi e con una forte campagna pubblicitaria in merito. Tale approccio sembra aver dato buoni risultati nel Regno Unito.

Utilizzare bene i media

Per coinvolgere i politici e il pubblico, si rende necessario un buon uso dei media, che da parte loro sono interessati a temi di salute pubblica. Una volta che la sensibilità sul tema decolla a livello pubblico, i politici si dimostreranno più ricettivi.  Monitorare i livelli di sale in determinati alimenti e verificare i miglioramenti negli anni può essere agevolmente comunicato nei media e può sollevare un interesse ampio.

 Infine, vi sono una serie di azioni da sviluppare o di aspetti da focalizzare con attenzione:

-          Mantenere l’impegno nel lungo termine

-          Costruire una alleanza internazionale

-          Costruire un’alleanza trasversale, in modo da acquisire partner “complementari” e attivi su vari aspetti (etichettatura, regolamentazione, altri aspetti di salute pubblica, come riduzione dei grassi, che insieme al sale sono spesso in quantità elevate nei cibi trasformati…)

-          L’ambiente nazionale: in molti paesi occidentali il sale viene acquisito prevalentemente con cibi trasformati e confezionati, mentre in paesi emergenti tramite uso diretto del sale. Capire le fonti aiuta a indirizzare azioni  precise.

( si ringrazia il Dr Cambpell per la condivisione delle informazioni)

Fonte:

Campbell, NRC, Neal, BC, MacGregor, GA (2011) Interested in developing a National programme to reduce dietary salt? Journal of Human Hypertension 1-6