Come impattano le politiche educative sul cibo a esistenti a livello nazionale, regionale o locale sugli insegnanti? In che modo tali azioni si riverberano sul comportamento educativo dei maestri? Alcuni ricercatori si sono posti queste domande: il ruolo degli insegnanti è infatti centrale per una corretta attuazione dei piani educativi alimentari entro le scuole, e da una buona capacità di trasmettere la corretta educazione alimentare ai ragazzi dipenderebbero una sana alimentazione e poi molti risultati salute pubblica.

I risultati preliminari della ricerca, condotta con un metodo “etnografico” (ovvero di derivazione antropologica con interviste e osservazione diretta) hanno dimostrato un fatto preoccupante: spesso gli insegnanti ignorano le politiche pubbliche nutrizionali in corso al livello governativo di pertinenza.
Ciò ha implicazioni importanti: senza coerenza tra attività istituzionali diverse, una chiara direzione e scarsa formazione degli insegnanti stessi sulle tematiche poi da trattare in aula sul cibo e alimentazione - nonché un adeguato tenore di risorse utilizzate- gli effetti possono essere negativi anche sulla salute pubblica in un secondo momento. Se si considera che le realtà urbane presentano spesso fattori che limitano la disponibilità di cibo fresco (i deserti alimentari, i “food desert”), e che limitano la possibilità di svolgere ordinaria attività fisica (ad esempio, passeggiando o usando la bicicletta) in ragione di spazi congestionati, mancanza di marciapiedi o piste ciclabili e altri impedimenti- ne risulta un quadro “obesogeno” e comunque antisalutare.
McCaughtry, N., Martin, Mariane Fahlman and Bo Shen Urban (2011) Health educators’ perspectives and practices regarding school nutrition education policies Health Education Research. November 9.