Indipendenza scientifica e integrità: EFSA le difende 

  • Pubblicato il: 26/01/2011 

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I valori guida di EFSA, che oltre all’eccellenza scientifica si sostanziano nella indipendenza, trasparenza, apertura e prontezza, sono contenuti già nel dettato del regolamento 178/2002, che a questo riguardo è molto preciso. In ogni caso nel corso di questi anni una delle sfide di EFSA è stata quella non solo di essere, ma anche di sembrare indipendente. Un aspetto critico, anche in ragione delle accuse che nel corso del tempo sono state portate all’Agenzia, su una serie di aspetti (come ad esempio la Dichiarazione di Interessi che i membri dei Panel scientifici devono compilare, per mettere in luce eventuali finanziamenti ricevuti o l’appartenenza a organizzazioni che possono portare ad un conflitto di interesse circa le attività di valutazione indipendente in EFSA). Trovandosi in un ruolo pre-regolatorio, spesso connesso alla eventuale commercializzazione di nuovi prodotti (alimenti o sementi o agenti trattanti come fitosanitari), EFSA deve fare necessariamente i conti con l’industria. La Direttrice coglie l’occasione per tornare sul tema, dopo le recenti accuse portate da Josè Bovè al Board di EFSA; in particolare al suo Chair Diana Banati, accusata di far parte di ILSI, International Life Science Institute organizzazione senza scopo di lucro finanziata da oltre 400 gruppi industriali. La vicenda si è risolta con le dimissioni della Banati dagli incarichi in ILSI,  che ha ricevuto la difesa dei membri del Board nel suo insieme.

Il Direttore Esecutivo di EFSA Catherine Geslain Lanelle, con un editoriale sul website dell’Agenzia, ha chiarito la posizione una volta per tutte. Tale editoriale riprende una lettera aperta del Direttore già indirizzata a suo tempo alla rivista Eu Food Law.

Nell’editoriale, si sottolinea come la forza di EFSA risieda in un collettivo transazionale, poggiato su una forte rete di agenzie nazionali  che contano un totale di 2500 esperti scientifici e 400 organizzazioni a base nazionale che cooperano con EFSA.

Al fine di selezionare le migliori risorse umane possibili, EFSA non può non fare affidamento sui migliori scienziati provenienti da enti di ricerca e università. Diversamente, si legge, EFSA non sarebbe stata in grado da sola di raggiungere lo stesso elevato livello di conoscenze e competenze scientifiche, sia settoriali che multidisciplinari. I ricercatori non sono pagati, bensì rimborsati per le spese vive, e dividono la loro giornata lavorativa con i compiti imposti loro da EFSA. La motivazione principale che sta al cuore dell’impegno di tali ricercatori è la volontà di tutelare la salute dei cittadini  (oltre un 60% ha rivelato tale motivazione, stando ad un sondaggio su 1000 esperti EFSA condotto nel 2009).  Tuttavia, un 41% dei cittadini, come sottolineato da Eurobarometro, teme per la indipendenza dell’Agenzia, in ragione degli interessi che i ricercatori hanno nell’industria.

“Possiamo mettere in dubbio l’integrità scientifica degli esperti in ragione del lavoro che svolgono, o che hanno svolto, per l’industria? È la domanda che pone CGL.

Oltre a ripetere aspetti relative alla necessità di cooperazione pubblico-privato come sempre più premiante a livello anche di progetti presentati in Europa (ad esempio, entro il VII Programma Quadro della ricerca), viene sottolineata la necessità, in un periodo in cui le finanze pubbliche vengono meno, di fare affidamento alla capacità e volontà dei privati.
Ma l’attenzione della Direttrice va poi alla valutazione dell’Indipendenza Scientifica di EFSA, nel 2011, che verterà in particolare sui principi dell’indipendenza, trasparenza ed eccellenza scientifica.

 

E che permetterà all’Agenzia di dimostrare il proprio lavoro svolto insieme alla Commissione Europea e agli Stati Membri. Vai al testo dell’editoriale di EFSA