Dagli Usa alla Sicilia: sostenere il consumo di frutta nelle scuole.
I prodotti locali sono sulla cresta del’onda, e lo sono in tutto il mondo. Detta così sembra un po’ paradossale, ma a vedere più da vicino come stanno le cose, ci si accorge che al pensiero "globale" si accompagnano iniziative "locali": tanto negli stati federali di Michigan e Florida, come in Sicilia, nuove azioni istituzionali vanno nella direzione di rendere più accessibile il consumo di frutta e verdura ai bambini in età scolare.
Se negli USA il programma che partirà nel 2012 intende familiarizzare i bambini in particolare con uva, arance, lattuga, carote e mirtilli (coprendo i 5 colori dei fitoestratti che presentano proprietà positive per la salute, dai carotenoidi alle antocianine), rigorosamente di provenienza locale, il progetto pilota potrà –se considerato utile e vantaggioso- essere poi esteso ad altri stati federali. Verranno a tal proposito usati finanziamenti federali.

Negli Usa sono da tempo attive iniziative ai vari livelli per consentire una facilità di accesso ai prodotti locali, in particolare se frutta e verdura. Così il WIC, schema destinato alle madri single con bambini e che hanno un reddito ridotto, per accedere tramite appositi buoni, a prodotti dei farmers’ market e a cibi particolarmente sani, incrociando il supporto al reddito con l’educazione alimentare. Questo a differenza di un altro programma alimentare finanziato dall’USDA (equivalente del Ministero dell’Agricoltura USA), lo SNAP (prima chiamato Food Stamp programme) che fornisce agli indigenti una carta di credito prepagata con cui fare la spesa nei negozi di alimentari, e che invece non seleziona gli alimenti in base alla qualità nutrizionale. Lo SNAP oggi aiuta ben 1 cittadino americano su 5 a fare la spesa. Sempre a livello di progetto pilota, entro lo SNAP e stavolta rivolto a tutta la popolazione e non solo ai bambini, vi è il programma HIP (Health Incentives pilot), che stanzia 20 milioni di dollari all’anno per cercare di incentivare il consumo di alimenti più sani (vai alla lista di quelli consentiti e quelli invece non consentiti) favorendo in particolare il consumo di frutta e verdura.

E a migliaia di chilometri di distanza, la Assemblea regionale siciliana ha vietato la distribuzione di bibite gassate nelle scuole, e nei distributori d’ora in poi ci saranno solo succhi di frutta o ancora meglio spremute fresche di agrumi, rigorosamente siciliani. Ma cosa dice la norma regionale? “Nelle scuole di ogni ordine e grado ubicate nel territorio della Regione siciliana, allo scopo di contrastare la crescente obesità giovanile, è autorizzata la somministrazione presso i distributori automatici di spremute di arance fresche, confezioni di frutta fresca tagliata e altre produzioni ortofrutticole siciliane. Nei distributori automatici è vietata la somministrazione di bevande gassate di ogni tipologia”.
Ricordiamo che in Italia è in attuazione il programma europeo Frutta nelle Scuole, che si pone l’obiettivo di incentivare il consumo di frutta e verdura tra i bambini compresi tra i sei e gli undici anni di età; ma anche realizzare un più stretto rapporto tra il “produttore-fornitore” e il consumatore, indirizzando i criteri di scelta e le singole azioni affinché si affermi una conoscenza e una consapevolezza nuova tra “chi produce” e “chi consuma”.
La Coldiretti ha firmato un protocollo di intesa con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca che prevede l'impegno a promuovere attraverso esperienze pilota, nel rispetto della propria autonomia e nell'ambito delle rispettive competenze, iniziative comuni per sensibilizzare i giovani ad un corretto comportamento civico rispettoso dell'ambiente e delle tradizioni alimentari italiane.
Un impegno che rientra nell'ambito del progetto "Educazione alla Campagna Amica" che nel corso dell’ anno scolastico - conclude la Coldiretti - coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie che parteciperanno alle oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto e agli orti didattici che saranno organizzati nelle aziende agricole e in classe.
Intanto, uno studio della International Association for the Study of Obesity (IASO), entro una conferenza “Five a day” a Madrid, ha evidenziato lo scorso mese come abbattere le barriere al consumo di frutta e verdura possa dare risultati molto positivi in termini di salute. Il direttore della IASO, Tim Lobstein, ha sottolineato come vi sia evidenza che un aumentato consumo di frutta e verdura sia associato a perdita di peso e minore prevalenza dell’obesità.
Link utili:
“Obesità, un confronto europeo tra percezione e il da farsi.
http://www.fruttanellescuole.gov.it/adulti/content/il-programma