Documento Guida su analisi congiunta rischi-benefici: il passo in avanti di EFSA
EFSA ha chiesto e ottenuto dal proprio Comitato Scientifico di avere un Documento con le linee guida per la valutazione congiunta dei rischi-benefici nel consumare un determinato alimento.
Si parte dal modello per la valutazione del rischio (risk assessment), che è quello più consolidato nelle sue 4 fasi di identificazione della fonte di rischio, caratterizzazione del rischio, valutazione dell'esposizione e valutazione del rischio: ma ribaltandola in positivo.
Si costruisce così una grammatica che pure presente in altre discipline scientifiche, non è ancora stata posta per il linguaggio della sicurezza alimentare.
La Guida, che ricordiamo è stata redatta dopo una Consultazione Pubblica con pubblici esterni, ha lo scopo di fornire una visione più esaustiva degli alimenti, in particolare in tutte quelle situazioni in cui il rischio deve essere bilanciato da una analisi dei benefici.
ad esempio, il benefico effetto del pesce che pure sconta il rischio di metilmercurio come sostanza tossica; o il caso del selenio come integratore, che oltre ad effetti positivi sembra avere anche un ruolo nell'intossicazione dell'organismo umano.
Le stime proposte da EFSA si basano su modelli misti, qualitativi e quantitativi, ma sempre relativi alla salute umana e ad indicatori della stessa (come ad esempio gli anni in buona salute, DALYs) e mai riferiti ad aspetti socio-economici o di valutazione dell'efficacia in base a parametri non delle life-sciences.
Lo studio di EFSA va nella direzione di fornire al gestore del rischio (ma potremmo dire più in generale, ai politici) una visione a 360° degli alimenti e delle conseguenze che possono avere per la salute umana, nel bene e nel male. Rappresenta di conseguenza un avvicinarsi ad aspetti compiutamente decisionali, limitando i margini di contingenza che i decisori possono avere nel giustificare scelte che possono avere un impatto più precisamente misurabile sulla salute pubblica o su particolari gruppi di consumatori.
Il Comitato Scientifico si premura di chiedere che la metrica utilizzata nella valutazione congiunta dei rischi-benefici venga armonizzata a livello internazionale, così come la presenza di cosiddetti "hard-biomarkers"; ovvero quei segnalatori biologici che senza essere essi stessi segno della malattia o del beneficio, ne sono un indicatore (es, colesterolo e malattie cardiovascolari).
Di seguito il link per il documento completo.