Fao, misure di protezione sociale, modo veloce per porre fine alla fame 

  • Pubblicato il: 18/10/2016 

  • Sicurezza nutrizionale 

La protezione sociale sta emergendo come uno strumento fondamentale nella lotta per sradicare la fame, ma la stragrande maggioranza dei poveri che vivono nelle aree rurali del mondo non ne è ancora coperta.  E’ questo il messaggio forte della Fao in occasione del rapporto << Stato dell'Alimentazione e dell'Agricoltura 2015 (SOFA)>>, appena pubblicato dalla FAO: nei paesi poveri, i regimi di protezione sociale - come trasferimenti in denaro, alimentazione scolastica e lavori pubblici - offrono un modo economico per fornire alle persone vulnerabili opportunità per uscire dalla povertà estrema e dalla fame e così migliorare la salute, l'istruzione e la vita dei loro figli.

 Tali programmi al momento beneficiano in vario modo circa 2,1 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo, riuscendo a mantenere 150 milioni di persone fuori da situazioni di povertà estrema con una adesione di almeno 145 Paesi per 67 miliardi di dollari l'anno.  Espandere questi programmi nelle zone rurali e collegarli a politiche di crescita agricola inclusive è decisivo, secondo il rapporto, per raggiungere l'impegno di fame zero. La FAO stima che a livello mondiale, dispongano di integrazioni di reddito, per lo più forniti da programmi di protezione sociale - insieme ad altri investimenti mirati in agricoltura - consentirebbero l'eliminazione della fame entro il 2030. Questo è meno dello 0,10% del PIL mondiale.

 Il rapporto è stato pubblicato alla vigilia della Giornata Mondiale dell'Alimentazione (16 ottobre), il cui focus è proprio sul ruolo della protezione sociale nel rompere il ciclo della povertà rurale.

 "Dobbiamo agire con urgenza per sostenere le persone più vulnerabili, al fine di liberare il mondo dalla fame", ha affermato Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva.

Solo circa un terzo delle persone più povere del mondo sono coperte da una qualche forma di protezione sociale. I tassi di copertura sono ancora più bassi in Asia meridionale e nell'Africa sub-sahariana, le regioni con la più alta incidenza di povertà estrema.

 Senza tale assistenza, molte persone povere e vulnerabili faticano a uscire dalla trappola della povertà - che fame, malattie e mancanza d'istruzione perpetuano per le generazioni future, secondo il rapporto.

Al momento molte famiglie in situazioni di povertà estrema sono costrette a svendere beni produttivi, mettere i bambini a lavorare, sfruttare in eccesso e in modo non sostenibile i loro piccoli campi, o ricorrere a lavori mal pagati.

 Tuttavia, la relazione fa notare come la protezione sociale da sola non può sradicare la fame e la povertà rurale in modo sostenibile.  Si evidenzia l'importanza di combinare e coordinare gli investimenti pubblici nella protezione sociale con investimenti pubblici e privati ​​ in agricoltura e nello sviluppo rurale. Tali azioni garantiranno una crescita economica inclusiva e un modo sostenibile per rompere il ciclo della povertà rurale.