Incontro tecnico di EFSA con gli stakeholders sui vanti nutrizionali
Potrebbe essere sintetizzato così l’esito dell’incontro con circa 400 rappresentanti dei produttori alimentari che EFSA ha tenuto lo scorso 1° giugno: molti dubbi, qualche risposta, ma si aspetta fino a dicembre 2011.
C’è ancora tempo per avere risposte definitive sui singoli vanti, ma è mancata una risposta complessiva come regia: questo potrebbe essere il tenore del risultato, a giornata conclusa, dell’incontro dello scorso primo di giugno che EFSA ha tenuto a Parma con i produttori agro-alimentari europei.
Facendo un breve punto della situazione:
- I claims sulla salute generici (promozione di una funzione di salute, o suo mantenimento) e quelli specifici (riduzione del rischio di sviluppo di malattia) sono soggetti allo stesso iter procedurale, nonostante alcune disposizioni legislative premettano ad una approvazione più facile per le prime. Oltretutto, nonostante le richieste di alcuni attori economici che cercano di tutelare meglio le PMI agroalimentari, Basil Mathoiudakis, capo unità della DG SANCO, a questo proposito è stato chiaro, rinfocolando semmai le polemiche con ERNA e altre associazioni a supporto delle PMI agricole e agroalimentari in genere, che corrono il rischio di avere gli stessi costi e barriere in entrata per l’approvazione di un claim, ma senza tutela della proprietà intellettuale, e oltretutto per indicazioni sulla salute generiche e meno promozionali da un punto di vista del marketing. La scelta di EFSA vorrebbe tutelare, di pari grado con la Commissione Europea, le grandi imprese, la ricerca, e in definitiva un’idea di competizione che va anacronisticamente verso la tutela dei grandi capitali e delle grandi corporation.
- Si seguirà una approvazione caso per caso. Ok al Documento di Guida, che verrà ancora una volta riproposto ai portatori di interesse; ma poi, concretamente, non si sa quali studi saranno sufficienti per caratterizzare le proprietà salutistiche di un alimento. Un punto che non smetterà di causare problemi ad EFSA e alla Commissione, c’è da credere.
- Il ruolo delle autorità nazionali nell’approvare i vanti ed immetterli sul mercato non è chiarissimo, anche se sembra emergere come la comprensione dei consumatori, ed, in tal senso, il controllo degli Stati Membri siano centrali per un corretto piazzamento sul mercato.
Juliane Kleiner ed Albert Flynn del Panel sulla Nutrizione hanno cercato di dare risposte poi su tante questioni sollevate, in particolare Kleiner ha rimarcato i passaggi temporali e procedurali necessari per attendere la finalizzazione delle Opinioni.
Ma l’epopea dei vanti salutistici non è finita, e ci attende ancora un periodo di relativa incertezza per le imprese agroalimentarei europee. L’unica certezza: il risultato condizionerà di fatto i redditi lungo la filiera, con una redistribuzione degli stessi che non è dato sapere in anticipo. Così come condizionerà i consumatori e le loro scelte. Due aspetti sufficientemente delicati per tenere il fiato sospeso.