La nuova piramide alimentare della dieta mediterranea 

  • Pubblicato il: 30/11/2009 

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La piramide alimentare è uno strumento utilizzato da dietologi, medici e nutrizionisti per indicare con praticità ed immediatezza un modo corretto di alimentarsi. La piramide si basa sulla divisione degli alimenti secondo la loro appartenenza ai diversi gruppi di nutrienti necessari all'organismo umano e sulla ripartizione dei medesimi secondo un criterio quantitativo che considera le porzioni giornaliere raccomandate. Alla base della piramide si trovano i cibi da consumare quotidianamente, al vertice quelli da assumere con moderazione.

La piramide alimentare più famosa, e certamente una delle prime ad essere stata creata, è quella della dieta mediterranea, tipicamente basata sul consumo di cereali e derivati, frutta, ortaggi, legumi, olio extra-vergine d’oliva e altri prodotti tipici dell'area mediterranea. Fin dai primi studi su tale dieta, ad opera del ricercatore americano Ancel Keys e risalente agli anni '40, è risultata essere l'Italia il Paese che rappresentava a pieno tutte le caratteristiche del modello mediterraneo, pur con tutte le significative differenze locali.

Di questi modelli rappresentativi ne sono stati realizzati diversi. L'ultimo in ordine di tempo è stato presentato all'inizio di novembre 2009 a Parma, in occasione della III Conferenza Internazionale del CIISCAM, il Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee.

Nuova piramide alimentare della dieta mediterranea

Alla base della piramide, invece che alimenti, vengono presentati concetti ritenuti imprescindibili, e che riguardano più l'educazione del consumatore ad un'appropriata cultura alimentare piuttosto che meri precetti dietologici:

  • Attività fisica: uno stile di vita attivo ed un'alimentazione sana implicano la pratica quotidiana, costante e adeguata alla persona specifica di movimento; che abbinato a questo tipo di dieta ha un comprovato effetto benefico sulla salute.
  • Convivialità: vivere il cibo con piacere e come occasione di ritrovo.
  • Stagionalità e prodotti locali: essenziale scegliere alimenti di stagione, indubbiamente più sani e ricchi delle sostanze nutritive appropriate, e tipici del luogo in cui si vive. Questo sia per la qualità del prodotto sia per fare di questo modello di dieta un modello sostenibile, sia a livello ambientale che economico e produttivo.

Altra indicazione generica e basilare è quella di bere moltissima acqua, preferendola a bevande zuccherate, che possono essere posizionate alla cima della piramide, insieme ai dolci.

Fra gli elementi da consumare anche ad ogni pasto frutta e verdura, declinati nei cinque colori del benessere (rosso, verde, giallo-arancio, bianco e blu-viola), e cereali, preferibilmente integrali o in ogni caso col minor grado di raffinazione possibile.

Consumo giornaliero, anche se non necessariamente ad ogni pasto, per latte e latticini (possibilmente con pochi grassi), che quindi vengono promossi rispetto alle precedenti versioni della piramide; olio d'oliva, assolutamente preferibile a prodotti di origine animale come burro e margarina; frutta secca e semi; erbe e spezie, che permettono un minor utilizzo di sale aggiunto.

Risalendo nella piramide troviamo i cibi non a consumo giornaliero ma da aggiungere alla dieta nel corso della settimana, ovvero uova, pesce, legumi e pollame o carne bianca. Alla cima della piramide i cibi da assumere con moderazione, ovvero carne rossa, salumi e, soprattutto, dolci ricchi di zuccheri aggiunti.

 Il vino, elemento tipico della dieta mediterranea, viene lasciato a discrezione del consumatore, pur con un invito alla moderazione.

Particolare rilievo viene dato all'importanza non tanto dei singoli cibi quanto della loro composizione, e dell'essenzialità che ognuno di essi, nelle rispettive quantità, riveste per un modello nutrizionale sano e salutare. 

Questa versione della piramide si presenta come una sorta di macro-schema, punto di riferimento adattabile non solo alle esigenze del consumatore ma anche alle diverse tradizioni e tipicità locali, sia a livello nazionale che regionale.