Povertà e obesità: dagli USA la soluzione con ricette mediterranee 

  • Pubblicato il: 10/04/2013 

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Negli Stati Uniti seguire Linee Guida alimentari non è così semplice. Con una raccomandazione  su un consumo di frutta  e verdura tra le 2 e le 4,5 tazze al giorno, è stato stimato una famiglia a basso reddito dovrebbe spendere tra il 43% e il 70% del budget in frutta  e verdura. Un altro fattore limitante è il tempo necessario per preparare le ricette, non compatibile con la vita frenetica odierna. Oltretutto,  le famiglie a  basso reddito spendono inconsapevolmente gran parte del loro budget in pesce, carne e prodotti caseari trascurando la spesa per frutta e verdura.  Probabilmente informare correttamente che questi prodotti non possono sostituire i benefici di vegetali potrebbe migliorare la dieta e ridurre la spesa per gli alimenti ma, nonostante i consumatori istruiti siano più attenti all’alimentazione, è stato visto che la semplice, educazione “a distanza” non basta.

Lo scopo di uno studio pubblicato sul “Journal of Hunger and Environmental Nutrition” è quello di migliorare la spesa alimentare dei clienti delle dispense di beneficienza, diminuendo il costo dell’acquisto degli alimenti, con un piano di preparazioni culinarie a base di ricette con vegetali e olio extravergine di oliva come condimento, spronando i partecipanti ad utilizzarle almeno 3 volte a settimana.

Per condurre lo studio è stato utilizzato il protocollo “Raising the bar of Nutrition” sviluppato dalla Rhode Island Community Food Bank.  Le ricette proposte, semplici e veloci, sono state accompagnate da sessioni di educazione alimentare  sui benefici dell’olio d’oliva, della verdura, dei legumi,  della pasta e riso integrale. Il costo medio del pasto è stato di circa 1,10 dollari. In seguito i partecipanti sono stati incoraggiati a preparare le ricette a casa. Lo studio si è basato su tre incontri successivi nei quali i soggetti sono stati sottoposti a misurazioni di  altezza e peso. In aggiunta, sono stati somministrati dei questionari per valutare: cambiamento delle abitudini alimentari, frequenza del consumo di frutta e verdura, cambiamenti nella spesa e nella preparazione dei pasti.

Risultati

Il numero di pasti a base di frutta verdura e olio di oliva è aumentato sensibilmente. La varietà di frutta e verdura è stata decisamente più ampia, così come il consumo: il 78% dei partecipanti ha affermato di mangiare più verdura e il 44% di mangiare più frutta.

Dopo 6 mesi di follow up i dati sulla spesa alimentare sono variati sensibilmente. In particolare, per i dessert la spesa è passata da 5 dollari a settimana a 2,20. Pe le bevande gassate si passa da circa 1,5 dollari a 0,60, per gli snack da 2 dollari a 1 e la spesa complessiva cala da circa 70 dollari a 40 dollari alla settimana.

L’indice di massa corporea dopo il follow up si è ridotto rispetto all’inizio dello studio, con una perdita media di circa 5 kg e una riduzione della circonferenza vita.

Dieta sana, ma low cost

Nella comune definizione anglosassone per “Food insecurity” si intende il mancato acceso da parte di individui economicamente svantaggiati a cibi nutrienti. Nonostante la ridotta assunzione generale di alimenti, tutte le statistiche affermano che la “food insecurity” si connette ad un aumento del peso corporeo.  Una spiegazione può sicuramente essere che frutta e verdura costino di più rispetto ad alimenti ipercalorici a basso valore nutritivo, con la teoria ormai comprovata che oggi una dieta sana significhi per forza una spesa massimale, almeno laddove frutta e verdura sono più care (come negli USA).

In questo studio si è dimostrato che portando il focus sulla eliminazione di cibi non necessari, e abbandonando quello prevalente sull’acquisto aggiuntivo di alimenti salutari, una dieta sana può diventare molto economica. Le ricette proposte nello studio seguivano tutte le direttive di una dieta mediterranea, con olio d’oliva come elemento essenziale di tutte le preparazioni, per la sua capacità di migliorare il gusto dei cibi soprattutto della verdura. Infatti, è ormai noto che un aumento di grassi nella dieta derivanti dall’olio extravergine di oliva incrementa conseguentemente il consumo di verdura e migliora generalmente l’alimentazione anche grazie all’aumento della sazietà. Inaspettatamente, questa semplice variazione dell’alimentazione ha portato anche ad  un miglioramento della composizione corporea,  ma soprattutto ha garantito l’acquisizione di una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori sulla possibilità di indirizzare meglio gli acquisti per la spesa settimanale.

I risultati ci dicono che anche i soggetti economicamente svantaggiati hanno la possibilità di seguire una dieta sana. Non c’è crisi che tenga dunque, seguire una sana alimentazione è possibile e  dagli USA ci suggeriscono che la soluzione risiede proprio nel nostro immenso patrimonio di tradizioni alimentari che cade sotto il nome di “dieta mediterranea”.

Fonte:

Mary M. Flynn, Steven Reinert, Andrew R. Schiff. A six week  cooking program of plant based recipes improves Food security, Body Weight and Food Purchases for food pantry clients. Journal of Hunger and Environmental Nutrition. 2013