Le autorita' doganali di Shangai hanno avviato delle ispezioni sull'olio d'oliva importato dall'Italia dopo che un'organizzazione degli agricoltori ha dichiarato che produttori senza scrupoli avrebbero spacciato miscele di olio a basso costo provenienti da Grecia, Spagna, Marocco e Tunisia come olio extravergine superiore. Gli investigatori italiani, ha rivelato il Telegraph, si sono insospettiti quando hanno notato che le importazioni di olio di oliva superavano di gran lunga le esportazioni, in particolare 470.000 a fronte di 250.000 tonnellate, interrogandosi su dove andassero a finire le merci importate. La truffa e' stata scoperta dall'Autorita' doganale italiana e dagli agenti della Guardia di Finanza - Unita' Antifrode, in collaborazione con la Coldiretti, una delle maggiori organizzazioni agricole del paese, ha riferito il giornale.
La frode - ha reso noto la Coldiretti - e' stata messa in atto da un'"agro-mafia" di produttori e trasformatori disonesti, e coinvolgerebbe "13 dei piu' grandi produttori di olio d'oliva nazionali, tra cui alcuni nomi molto famosi", ha dichiarato al Telegraph il portavoce dell'organizzazione Stefano Masini. L'olio di oliva e' diventato sempre piu' popolare in Cina; la maggior parte delle varieta'importate che vengono vendute nel paese proviene da Italia e Spagna. Lo scorso anno la Cina ha importato dall'Italia oltre 6.500 tonnellate di olio d'oliva, il doppio rispetto al 2009. L'olio d'oliva made in Italy rappresenta al momento sul mercato cinese una quota del 35 per cento circa e viene spesso venduto su piattaforme ecommerce.
Quasi tutti i principali marchi sono disponibili su Taobao.com,sito leader per il commercio elettronico in Cina. [Lu Feiran, quotidiano - a cura di agrapress]