Risoluzione del Parlamento Europeo del 19 gennaio sugli squilibri della filiera alimentare: sostituire ai rapporti di forza rapporti di collaborazione. 

  • Pubblicato il: 27/01/2012 

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Ancora pressioni dal PE ad oltre un anno di distanza dalla proposta di Bovè per redditi più equi per gli agricoltori. Le questioni sul tavolo sono pressoché le stesse, ma si sta cominciando a formare un movimento di opinione solido a supporto di iniziative concrete. Dal 7 settembre 2010 è passato oltre un anno (data della Risoluzione “Bovè” che aveva posto con chiarezza alcuni temi problematici nell'ambito della filiera alimentare europea): ora la situazione sembra ancor meglio definita, e la Commissione dovrà reagire in modo appropriato e soprattutto, si spera, celermente. Una data da ricordare in tal senso lo scorso 19 gennaio, in quanto sono state presentate ben 3 relazioni del Parlamento Europeo: la relazione di Salvatore Caronna sugli sprechi alimentari, una seconda relazione di Bovè, stavolta incentrata non sulle fasi “a valle” della filiera (industria alimentare e grande distribuzione organizzata) ma sulle fasi “a monte” (degli input: fertilizzanti, fitosanitari, energia...).e infine una relazione sugli squilibri della filiera alimentare.

In particolare l’ultima Relazione del PE si incentra su tutte una serie di pratiche commerciali ingiuste e che trovano ragione d'essere in una concentrazione produttiva sempre maggiore e con potenziali derive oligopolistiche o monopolistiche; e che finiscono per minare alla competitività o al più generale quadro di interessi dei consumatori europei, che non beneficiano di costi più bassi ma che vedono ristrette la scelta di prodotti di qualità. Infatti la relazione paventa in modo chiaro “il deterioramento in termini di varietà dei prodotti, patrimonio culturale, punti vendita al dettaglio, posti di lavoro e mezzi di sussistenza” nonché sottolinea “la situazione reddituale degli agricoltori, in continuo peggioramento” e tale da indurre “molti di loro ad abbandonare le campagne”.Ma la cosa può avere contraccolpi anche a livello geopolitico, se è vero che si potrebbe accentuare la dipendenza dei vari Stati Membri UE all'approvvigionamento dai mercati esterni.

Se la Relazione chiede conto di una definizione chiara e rigorosa delle pratiche abusive e sleali (con sanzioni e vigilanza), invita allo stesso tempo le autorità garanti per la concorrenza nazionali ed europee ad adottare chiare misure contro le pratiche di acquisto abusive dei grossisti e dei dettaglianti a svantaggio degli agricoltori. Il dumping sulla sicurezza alimentare viene inoltre posto con forza all'attenzione della Commissione Europea: paesi terzi, che non applicano gli stessi rigorosi requisiti in termini di sicurezza alimentare, qualità e benessere animale ma anche di diritti dei lavoratori e norme ambientali risultano avvantaggiati nelle esportazioni verso la UE. Non solo: anche il modello agricolo europeo va mantenuto nelle sue caratteristiche fondamentali, inclusa quella dimensionale: “ la politica agricola deve consentire alle aziende agricole di piccole e medie dimensioni, comprese quelle a conduzione familiare, di avere un reddito ragionevole, di produrre alimenti in quantità sufficiente e di qualità adeguata a prezzi accessibili”.  La relazione “ “sugli squilibri della catena di distribuzione alimentare” continua, sottolineando il lavoro assolutamente utile della piattaforma europea sulle prassi contrattuali tra imprese (Business to business), entro il Forum di Alto Livello sulla Filiera Alimentare europea – iniziativa tra CE e parti economiche-, e invita la Commissione Europea a proporre solide normative di carattere europeo (stante la natura pienamente europea del problema), e a far applicare correttamente la normativa vigente, spesso disattesa (si veda ad esempio la Direttiva sui tempi d pagamento nelle transazioni commerciali). Inoltre  chiede un rafforzamento delle misure per favorire il pagamento nei termini ordinariamente pattuiti, con particolare attenzione ai produttori e venditori di alimenti deperibili, che hanno forti problemi di liquidità  e una collaborazione tra Stati Membri per la Condivisione di buone prassi commerciali, con la notifica di modelli positivi di relazioni commerciali. Si richiede inoltre alla Commissione di istituire una figura, quella di mediatore europeo, per garantire un omogeneo funzionamento delle attività di controllo delle agenzie per la concorrenza ed il mercato, in particolare nel settore del commercio alimentare.  Infine, gli agricoltori dovrebbero essere fruitori di campagne di comunicazione volte a mettere ben in chiaro quali sono i loro diritti contrattuali, in modo da permettere loro di esercitarli.

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