“Open Efsa”, la strategia di apertura e trasparenza dell’autorità messa a rischio dall’industria 

  • Pubblicato il: 27/07/2016 

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In base a fonti bene accreditate a Brussels, l’ambizioso progetto di trasparenza di Efsa, soprannominato “Open Efsa”, sarebbe fortemente a rischio. Partito nel 2013, con la iniziativa sulla Trasparenza e con il coinvolgimento degli stakeholder, il progetto mirava non solo ad una maggiore inclusività delle parti sociali ed economiche. Ma anche e soprattutto, in via prioritaria, a rendere accessibili al pubblico esterno i documenti di Efsa.

Dossier scientifici forniti dall’industria inclusi. Del resto- queste le critiche principali fino ad oggi rivolte ad Efsa- se gli studi non sono indipendenti, almeno che siano soggetti a scrutinio pubblico. E quindi, a seguito di pubblicazione, rivalutati in modo indipendente. Con possibilità- come da canoni scientifici- di ripetere gli esperimenti avendo note le condizioni sperimentali. Sono questi infatti i criteri per la riproducibilità scientifica-una delle caratteristiche fondamentali su cui si regge il metodo scientifico e da cui si deriva validità di prova.

Ma se alcune avvisaglie di difficoltà si erano intraviste nel 2013, con la minaccia ad Efsa da parte di una grande corporation, per aver pubblicato sul proprio sito i dossier dell’azienda, oggi le cose non sembrano migliorate. E se pure qualche anno fa la logica era “tutto ciò che non è espressamente secretato dovrebbe divenire di pubblico dominio”, l’industria sembra aver fatto muro sulle ambizioni di Efsa.

Cambio normativo

Ogni cambio in tal senso- questo è il parere dell’industria-dovrebbe prevedere una revisione della normativa di base- aspetto alquanto complesso, considerate non solo le normative orizzontali, ma anche quelle verticali (additivi, aromi, Ogm, materiali di contatto, fitosanitari….). Insomma, un compito improbo.

L’industria –tramite un portavoce- sostiene che nei dossier sottoposti ad Efsa, praticamente ogni parte e paragrafo contiene dati confidenziali (posizione molto forte, e che contraddice la confidenzialità dei dati garantita da Efsa circa le parti oggetto di proprietà intellettuale).

In ogni caso, solo una valutazione del rischio più trasparente, con pubblicazione degli studi, potrà consentire di riavvicinare Efsa ai cittadini europei. E all’Autohority lo sanno bene. Ma per ora, sono bloccati dall’industria, che già ha minacciato azioni legali.

La fine o solo un nuovo inizio della “Transparency Initiative”?