Bovè ci riprova 

  • Pubblicato il: 27/01/2012 

  • Normativa

  • Unione Europea 

Dopo la Relazione dello scorso anno su Entrate più eque per gli agricoltori, focalizzata sugli aspetti della filiera “a valle” (industria e distribuzione) che impediscono all’agricoltura di fare reddito), il vicepresidente della Commissione Agricoltura del PE si focalizza sulle distorsioni a monte. E rilancia un modello agricolo propriamente Europeo, in una Relazione poi emendata e passata al vaglio del Parlamento Europeo.

La nuova PAC dovrà saper promuovere le filiere corte; ma anche consentire  incentivi adeguati sulle misure verdi (agricoltura di precisione) e a basso impatto,  evitare il mercato dei titoli sulla terra separato dalla coltivazione della stessa (cosa che finisce per creare bolle speculative). Diventerà altresì importante dotarsi di  un piano leguminose per limitare il deficit proteico nei mangimi animali. Come più in generale di un piano per ridurre la dipendenza da petrolio, fosfato e altre materie prime fortemente concentrate nelle mani di pochi produttori, i cui prezzi sono in rapida ascesa; cercando altresì di fare in modo che gli agricoltori possano creare le loro filiere integrate. In particolare il prezzo del fosfato è aumentato dell'800% nel 2007/2008 e la sua disponibilità potrebbe raggiungere il culmine tra il 2033 e il 2035, per poi diventare sempre più scarsa.

Non solo: per evitare asimmetrie tra margini in agricoltura (cresciuti mediamente del 25% negli ultimi 10 anni) e nell’industria degli input (cresciuti mediamente del 40%) dovrà esserci maggiore coordinamento tra autorità antitrust nazionali al fine di avere una omogenea implementazione della normativa UE, in particolare laddove vi siano situazioni di apparente monopolio od oligopolio. Infatti, sei società controllerebbero quasi il 75% del mercato dei prodotti agrochimici e tre società controllano oltre il 45% del mercato delle sementi.

Tra le altre proposte, che mirano ad una migliore governance della filiera alimentare, quella di creare un’Agenzia Europea per il controllo dei prezzi alimentari, ma anche di creare una Banca Europea delle sementi unitamente ad un piano contro la proprietà intellettuale delle sementi stesse al fine di abbassare i costi di approvvigionamento degli agricoltori e rivedendo la normativa europea in materia.

Un altro aspetto critico toccata riguarda la valutazione sulla perdita di competitività della Unione Europea che deriva dalla perdita di fitosanitari dovuta alla revisione delle sostanze autorizzate.

Nella relazione, si sottolinea come nello scorso decennio l'aumento dei costi dei fattori di produzione ha raggiunto il 60% per l'energia e i lubrificanti, quasi l'80% per i fertilizzanti sintetici e gli ammendanti, oltre il 30% per i mangimi animali, tutti aspetti che rendono necessario sia un ripensamento degli input utilizzati, sia un miglioramento delle condizioni alle quali diventano accessibili agli agricoltori.

 Relazione Filiera di approvvigionamento dei prodotti agricoli