Efsa e Parlamento europeo- dibattito su indipendenza 

  • Pubblicato il: 15/05/2017 

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  • Unione Europea  - Esperienze Europee 

L’esito preliminare del Parlamento europeo, entro il Comitato di Controllo sul Budget-sull’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, lasciava già presagire- come già successo in passato, l’approvazione del budget dell’Authority: un voto di 23 a 5, questo il risultato-,al contempo però chiedendo regole più stringenti circa la policy di indipendenza di Efsa.

E in modo del tutto atteso, lo scorso 27 aprile tale voto è stato trasportato nella votazione plenaria del Parlamento, con 488 voti a favore, 120 conrtari e 10 astenuti. Ma con una richiesta forte, per il quarto anno di fila, di recidere i legami con l'industria.

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Non è la prima volta che il Parlamento europeo chiede a Efsa di fare passi avanti, tramite la convincente voce del discarico finanziario. Nel 2011, Monica Luisa Macovei –deputata rumena- aveva fatto una battaglia frontale proprio circa la trasparenza ed indipendenza.

 Alle radici dell’indipendenza

La richiesta del Parlamento europeo, va detto, è assai stringente. E chiede che i ricercatori Efsa non ricevano nessun tipo di finanziamento (borse di ricerca, fondi a vario titolo, anche entro progetti) da parte di privati entro tutto il panorama agroalimentare, in misura superiore al 25% (considerato comunque soglia massima). Efsa ha obiettato che tale circostanza è davvero ampia, e aveva invece assecondato la richiesta di evitare conflitti di interesse settoriali. Come ad esempio, l’impossibilità di ricevere finanziamenti da industria dei dolci sedendo nel Panel sulla nutrizione- ma ammettendo invece altre sorgenti (es, industria input fitosanitari, o materiali di contatto).

Un’altra richiesta simile: il periodo di “raffreddamento” di due anni, prima di passare da Efsa all’industria, dovrebbe valere per qualsiasi settore dell’agroalimentare, e non per il campo specifico di competenza per cui si è operato entro Efsa. Paletti molto stringenti.

Il dibattito sulla trasparenza da sempre rimane uno dei temi più difficili da affrontare con obiettività e competenza. Già oggi, va detto, nessun dipendente di qualsiasi industria alimentare può lavorare per Efsa. Risultati immagini per independence policy efsa

Le preoccupazioni di Efsa

Norme molto rigide sull’indipendenza potrebbero rendere molto difficile per Efsa riuscire a intercettare un numero sufficiente di ricercatori, incentivati a trovare lavori meglio retribuiti. Anche perché i panelist lavorano gratuitamente e con solo rimborso di spese, e necessariamente devono avere altre fonti di finanziamento che non siano Efsa. Già in passato, con la precedente gestione esecutiva di Efsa – si era sollevata la possibilità di imporre agli applicant industriali delle tasse di scopo per finanziare l’attività dell’Authority, in ragione della necessità di pagare meglio i ricercatori migliori e rendere Efsa un ambiente attrattivo per i top researcher.

Consultazioni pubbliche

Fino a fine aprile la bozza sull’Indipendenza è stata oggetto di Consultazione Pubblica, con possibilità di inserire input da parte degli stakeholders. Efsa intende adottarla entro fine giugno in modo che i panelist di nuova nomina possano essere soggetti alle nuove regole. Coldiretti ha partecipato alla consultuzione, come già nel 2011-i cui risultati saranno pubblicati sul sito di Efsa prossimamente.