Glicosidi steviolici: opinione scientifica di EFSA sulla sicurezza 

  • Pubblicato il: 20/04/2010 

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Il gruppo di esperti scientifici sugli additivi di EFSA ha recentemente pubblicato un’opinione scientifica sulla sicurezza dei glicosidi steviolici, su richiesta della Commissione Europea a seguito delle petizioni inoltrate da tre diversi richiedenti per approvarne la commercializzazione nell’UE.

 Cosa sono i glicosidi steviolici

I glicosidi steviolici sono estratti dalla pianta della Stevia reubadiana, dall’elevato potere dolcificante, variabile a seconda del tipo di sostanza; gli steviosidi e rebaudiosidi sono in grado di dolcificare da 40 a 300 volte in più del saccarosio. I glicosidi steviolici presentati nelle petizioni prese in esame sono miscele chimicamente definite composte per almeno il 95% da un particolare rebaudioside detto Rebaudioside A, tuttavia sono presenti piccole quantità altri estratti della Stevia, i rebaudiosidi B, C, D, E ed F, lo steviolbioside, il rubusoside e il dulcoside A. Data la forte componente di Reb-A è comunque principalmente l’effetto di un’esposizione intensa a tale estratto ad essere stato preso in esame. (vedi pp. 8/11)

 Precedenti valutazioni

Lo stevioside in quanto dolcificante è stato valutato dal Comitato Scientifico per l’Alimentazione (SCF) nel 1984, nel 1989 e nel 1999 (in questa data anche in quanto novel food), ed è stato giudicato come “tossicologicamente non accettabile” vista l’insufficiente quantità di dati disponibili per valutarne la sicurezza.

In seguito il Comitato di esperti congiunti FAO/OMS per gli additivi alimentari (JEFCA) ha rivisto la sicurezza dei glicosidi steviolici nel 2000, nel 2005, nel 2006, nel 2007 e nel 2009 e ha stabilito una dose giornaliera ammissibile (DGA) pari a 4 mg/kg peso corporeo/die.

Nella sua opinione scientifica EFSA risponde sia alle petizioni dei richiedenti sia alle perplessità avanzate a suo tempo dall’SCF.

 Valutazioni di EFSA

Il gruppo scientifico ha valutato i diversi studi disponibili sia sulla stabilità chimica delle sostanze nelle diverse condizioni di preparazione, conservazione ed utilizzo, sia sugli effetti della loro assunzione da parte di animali, a livello metabolico, tossicologico, di genotossicità in vitro e in vivo, e di amministrazione ad esseri umani sia singole che ripetute.

La stabilità della massa dei glicosidi steviolici è stata verificata. La foto stabilità ha invece evidenziato una tendenza all’aumento della degradazione delle sostanze in presenza di elevate temperature, sia in condizioni di conservazione che di produzione del cibo (vedi pp. 11 e seguenti e 40).

Gli esami tossicologici non hanno evidenziato effetti avversi per quanto riguarda genotossicità, potenziale cancerogeno, sul sistema riproduttivo umano o sui bambini in fase di crescita. Si è verificato come l’assorbimento delle sostanze per via orale sia basso, ma che esse vengono idrolizzate nella microflora del colon, e quindi assorbite qui in maniera massiccia. Tuttavia non si sono riscontrati effetti negativi sull’uomo per un utilizzo singolo di una dose  giornaliera a persona di 1000 mg di glicosidi steviolici con il 97% di Rebaudioside A, o continuativo per diverse settimane di 1000 mg di Rebaudioside A, corrispondenti a 16,6 mg di Rebaudioside A/kg peso corporeo/die per una persona di 60 kg e approssimativamente 5,5 mg di equivalenti steviolici peso corporeo/die (vedi pp. 44/45).

I dati disponibili non sembrano dare adito a preoccupazioni, riportate da alcune ricerche, riguardo al potenziale rischio di aumento di reazioni anafilattiche dei bambini in seguito all’esposizione. Alcuni dati in vitro e in vivo sembrano invece indicare possibili effetti immunostimolanti e di attività disinfiammante; tali dati non sono sufficienti per una dimostrazione consistente di tali proprietà, ma EFSA suggerisce di approfondire gli studi in tal senso (pp. 39 e seguenti).

Il gruppo scientifico valuta quindi una DGA congruente a quella fissata a suo tempo dal JEFCA, ovvero 4 mg/kg peso corporeo/die. Valutando però, sulla base delle proiezioni sul futuro impatto delle sostanze approvate nel regime alimentare medio di un consumatore europeo effettuate da uno studio del 2008, EFSA evidenzia la possibilità che tale DGA possa venire superato sia da adulti che da bambini se tali dolcificanti verranno impiegati ai massimi livelli proposti dai richiedenti (pp. 46/48).

 Prospettive di utilizzo

Secondo le proiezioni all’esposizione totale anticipata ai glicosidi steviolici, definiti come equivalenti steviolici, sono le bevande analcoliche (tra l’11 e il 58 %) e i dolci, inclusi prodotti aromatizzati a base di latte (tra il 14 e il 71 %). Altri prodotti come cereali, frutti e verdure candite, confetture potrebbero assestarsi intorno al 17/18 %.

L’utilizzo maggiore previsto è per il Rebaudioside A, che contrariamente ad altri dolcificanti intensi è leggero, caldo e con acidità stabile, il che lo rende ideale per succhi di frutta acidi e prodotti pastorizzati a base di latte. Non è però sufficientemente dolce per alcune bevande analcoliche gassate, per le quali necessita di essere combinato con dolcificanti artificiali, inficiando il beneficio della “naturalità” dell’estratto, o a moderate quantità di zucchero, che però gli precluderebbero lil vanto di avere zero calorie, pur con un ridotto apporto calorico rispetto al glucosio.

 In attesa di verificare le modalità in cui verrà utilizzato, se ne verrà rispettata la naturalità e se, a seconda di queste modalità, in effetti sarà possibile rispettarne i limiti previsti in un regime alimentare medio, si ricorda l’attuale presenza sul mercato di dolcificanti ottenuti da estratti naturali di comprovata sicurezza.



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