Olio di oliva, arriva il decreto "sanzioni" 

Finalmente è realtà- in gazzetta ufficiale n. 139 del 16 giugno 2016 è stato pubblicato il decreto legislativo 103/2016, in vigore dal 1 luglio 2016, "disposizioni sanzionatorie per la violazione del Regolamento (UE) n. 29/2012 relativo alle norme di commercializzazione dell'olio di oliva e del regolamento (CEE) n. 2568/91 relativo alle caratteristiche degli oli di oliva e degli oli di sansa d'oliva, nonché ai metodi ad essi attinenti".

Il decreto contiene una serie di misure per meglio tutelare i consumatori e produttori, con sanzioni specifiche per il fenomeno dell'abuso dell'indicazione dell'origine. Per la prima volta sarà sanzionabile quindi l'evocazione di un'origine dell'olio diversa da quella reale (ad esempio tramite bandiere, immagini, simboli).

Per fare il caso italiano (la norma riguarda in astratto l’evocazione di un qualsiasi Paese), si pensi ad esempio, ad un olio d’oliva E.V. che in etichetta riporta correttamente la dizione dell’origine "Miscela di oli di oliva originari dell’Unione europea e non originari dell’Unione", ma che presenta sulla bottiglia o nel packaging "segni, figure o illustrazioni che possono evocare" un’origine italiana (tricolore, nomi o aggettivi di italianità, immagini tipiche italiane ecc..).

 Ma sono tante le fattispecie sanzionate.Tra cui anche quella relativa alla scorretta gestione dei registri di tenuta dell'olio, la presenza di imballaggi non conformi alle gamme unitarie previste dalla normativa (che possono essere di massimo 5 litri per il consumatore finale), il vendere come olio extravergine olio di qualità inferiore (con sanzioni da 2.500 a euro 15.000 euro).

 Il decreto va letto in sinossi con la circolare applicativa dell'Istituto Centrale per la Qualità e la Repressione Frodi (ICQRF), che prevede come le sanzioni amministrative vadano a integrare i reati propriamente detti (clausola cd di salvezza).

Rimane comunque in vigore l'istituto della "diffida", che prevede la sanabilità- entro 20 giorni dalla contestazione delle autorità di controllo- in caso di violazioni sanabili e che non costituiscano a loro volta un reato.