Pomodoro e conserve, aggiornamento sulle definizioni. 

Non sarà passato inosservato come, al Titolo IV Capo I, della legge 154 del 28 luglio 2016, vi è una parte non minore dedicata alle norme di commercializzazione (e relativa denominazione di vendita) del pomodoro trasformato. Si chiarisce infatti che sono:

<<conserve di pomodoro>>: prodotti ottenuti da pomodori interi o a pezzi, con e senza buccia, sottoposti ad un adeguato trattamento di stabilizzazione e confezionati in idonei contenitori, che, in funzione della presentazione, si distinguono in:

-pomodori non pelati interi

-pomodori pelati interi (necessità di rapporto tra altezza e diametro maggiore superiore a 1,5 con tolleranza del 10%)

- pomodori in pezzi: conserve di pomodoro  ottenute  con pomodori  sottoposti  a  triturazione  o  a  taglio,  con   eventuale sgrondatura e parziale aggiunta di  succo .  Il modo di presentazione e' legato alle consuetudini commerciali e la relativa denominazione di vendita deve fornire  al  consumatore  una chiara informazione sulla  tipologia  del  prodotto,  quali,  fra  le altre, polpa di pomodoro, pomodori  tagliati,  cubetti  di  pomodoro, filetti di pomodoro, triturato di pomodoro;

 Concentrato di pomodoro, in attesa

Alcune novità sono presenti nel concentrato di pomodoro: se è vero che la categoria comprende i prodotti ottenuti dalla estrazione, raffinazione  ed  eventuale  concentrazione  di  succo  di   pomodoro suddivisi  in  base  al  residuo  secco, il legislatore chiarisce che “Le  tipologie  di  prodotto concentrato saranno stabilite dal decreto di cui all'articolo 25,  comma 1”-ovvero entro 180, e fissando requisiti minimi ed i criteri qualitativi, ma già si sa che è ammesso il successivo passaggio da un residuo secco ad un altro mediante aggiunta di acqua o ulteriore concentrazione. 

Nel caso di raffinazioni che consentano il passaggio  di  bucce,  di  semi  o  di entrambi sono utilizzate denominazioni specifiche per caratterizzarne la presentazione o l'uso;



Passata di pomodoro, non cambia nulla

 La “passata di pomodoro” rimane quel prodotto avente i requisiti stabiliti dal decreto del Ministro delle attivita' produttive  23  settembre  2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 5 ottobre 2005; quindi caratterizzato da una lavorazione a fresco entro le 24 ore, che di fatto consente solo al pomodoro italiano di essere presente nella passata. Nella legge sono poi presenti anche altre categorie merceologiche (pomodori  disidratati, di cui pomodori in fiocchi o fiocchi di pomodoro, polvere di pomodoro, pomodori  semi-dry  o  semi-secchi).