Parlare di sicurezza alimentare oggi significa evocare aspetti diversi ma uniti da un comune bisogno dell’uomo, da sempre: quello di alimentarsi in modo sufficiente, privo di rischi, e nutritizionalmente vantaggioso.
In questo senso, la lingua inglese ha giustamente definito due aspetti della stessa medaglia, ovvero food safety (intesa come la sicurezza del cibo ingerito) e food security, che invece rappresenta la disponibilità di cibo in misura adeguata per il soddisfacimento delle esigenze biologiche.
La sicurezza degli approvvigionamenti alimentari ed idrici da sempre ha rappresentato un fattore strategico per la vittoria nelle battaglie, e tema centrale della salute pubblica. Ricordiamo per inciso gli studi di Snow sull’epidemia di colera a Londra nel 1868, che già andavano nella direzione di una primissima idea di rintracciabilità dei flussi alimentari, tramite mappatura delle sorgenti di acqua presunta potabile.
La soddisfazione dei bisogni primari per Maslow (1947) rappresenta una esigenza inderogabile per la mera sopravvivenza corporea: sarebbe tuttavia ingiusto escludere dalla questione della sicurezza alimentare complessi atteggiamenti psicologici dei consumatori, che tra l’altro vengono costantemente monitorati a livello europeo dalla Commissione nelle indagini Eurobarometro (sui rischi alimentari).