Alimentare: E' Italiano il cibo meno contaminato in UE e nel mondo 

  • Pubblicato il: 29/05/2014 

  • Food security 

Dopo il primato in Europa dell’anno scorso sulla sicurezza alimentare, con il numero di prodotti agroalimentari con i residui più bassi, l’Italia migliora ancora: i residui chimici oltre il limite calano da un già basso 0,3 per cento ad addirittura uno 0,2%. Tali risultati sono 9 volte inferiori a quelli della media europea, che peggiora, passando dall’1,6% di irregolarità dello scorso anno all’1,9% e addirittura oltre di 32 volte inferiori a quelli extracomunitari (6,5 per cento di irregolarità). E’ quanto emerge da una elaborazione della Coldiretti sulle analisi condotte dall’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, pubblicate nel Rapporto annuale sui residui di pesticidi negli alimenti, e sulla base del piano coordinato europeo dei controlli sui residui fitosanitari. Secondo i dati contenuti nel rapporto un prodotto su due che circola nel Vecchio Continente è - sottolinea la Coldiretti - completamente privo di “tracce” di residui chimici da fitofarmaci mentre il 98,1 per cento dei campioni esaminati presenta residui entro i limiti, con la percentuale che sale addirittura al 99,8 per cento nel caso dell’Italia che conquista il primato e scende al 93,5 per cento per la media dei Paesi extracomunitari.

                   

L’Italia non ottiene per caso la palma d’oro: vedendo calare da oltre 15 anni consecutivi l’uso dei fitosanitari ad uso agricolo, come reso noto dagli ultimi dati Istat disponibili. Nel 2012, la quantità dei prodotti fitosanitari distribuiti per essere utilizzati nella protezione delle coltivazioni agricole risulti in calo del 5,7% rispetto all’anno precedente e addirittura del 19,8% se confrontandosi con il 2002. Inoltre, diminuisce sia la quantità di prodotti nocivi, sia di quelli molto tossici e tossici (rispettivamente del 15,6% e 3,8%). Si riduce anche la quantità dei principi attivi consentiti in agricoltura biologica e contenuti nei prodotti fitosanitari (-8% rispetto al 2011). La contrazione dei principi attivi, insieme con quella dei formulati che li contengono, determina anche una riduzione nella concentrazione delle sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari, che, rispetto al 2011, scende dal 49,6 al 46,1%.

 

 

Se si vanno ad analizzare i singoli paesi il dato peggiore viene fatto segnare dai peperoni vietnamiti che in oltre la metà dei casi (61,5 per cento) sono risultati con valori oltre i limiti ammessi, ma lo stesso discorso vale anche per il basilico (irregolare nel 59,5 per cento dei casi) e l’okra indiana (43,3 per cento dei casi). Risultano poco salubri anche la melagrana dalla Turchia (40,5 per cento di superamento dei limiti) ed i piselli dal Kenya (40,4% per cento, i fichi brasiliani (30,4%) ed il frutto della passione dalla Colombia (25%) (vedi tabella sotto).

                              

 

Per le analisi Efsa ha usato il sistema di analisi cumulativa del rischio introdotto l’anno scorso, che consente di valutare insieme gli effetti combinati di una esposizione incrociata a diversi agenti chimici che hanno proprietà tossicologiche simili. Il risultato - sostiene la Coldiretti - è incoraggiante per i produttori agricoli italiani che vedono così premiato il loro impegno per garantire la qualità e la sicurezza alimentare ma preoccupa per la crescente flusso di importazioni di prodotti alimentari dall’estero, spesso a basso costo e con minori garanzie, favorito dalla crisi.

 

 

Secondo il rapporto Coldiretti/Eurispes la produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy. Nello specifico secondo una analisi della Coldiretti viene dall’estero ben il 40 per cento del frumento duro utilizzato per produrre la pasta, il 60 per cento il frumento tenero per produrre il pane, il 40 per cento della carne bovina, il 35 per cento della carne suina da consumare fresca o da trasformare in salumi e prosciutti e il 45 per cento del latte per prodotti lattiero caseari. Tra l’altro nel 2012 - precisa la Coldiretti - sono stati importati dalla Cina oltre 80 milioni di chili di pomodori conservati destinati con la rilavorazione industriale a trasformarsi magicamente in prodotti Made in Italy.

Una situazione resa possibile dalla mancanza di trasparenza nell’informazione dovuta ai ritardi accumulati  nell’introdurre l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza degli alimenti per effetto della pressione delle lobby nonostante sia ritenuto importante dal 71 per cento dei cittadini europei secondo Eurobarometro. Ad oggi - denuncia la Coldiretti - è obbligatorio indicare l’origine in etichetta per la carne bovina ma non per quella di cavallo, agnello, coniglio o maiale fresco o trasformato in salumi, per il latte fresco ma non per quello a lunga conservazione o i formaggi, per la passata di pomodoro ma non per le il concentrato o i sughi pronti, per la frutta fresca ma non per quella conservata o per i succhi, ne’ tantomeno per il grano impiegato nella pasta.

 

 

 I prodotti più contaminati

1) Peperoncino                             Vietnam                                                       61,5

2) Basilico                                    Vietnam                                                       59,5

3) Okra                                        India                                                           43,3

4) Melagrana                                Turchia                                                        40,5

5) Piselli                                       Kenya                                                         40,4

6) Fichi                                        Brasile                                                         30,4

7) Frutto della passione                Colombia                                                      25,0

8) Lenticchie                                Turchia                                                        24,3

9) Arance                                    Uruguay                                                       19

10) Ananas                                  Ghana                                                         15,6

11) Foglie di Tè                            Cina                                                            15,1

12) Riso                                       India                                                           12,9

13) Fagioli                                    Kenya                                                          10,8

14)  Cachi                                    Israele                                                          10,7

15 Peperoncino                            Turchia                                                          10,5

 

 

DATI

EFSA 2013

EFSA 2014

%

RESIDUI CHIMICI IN ITALIA

0.3

0.2

-33%

MEDIA EUROPEA

1.5

1.93

+66%

MEDIA EXTRACOMUNITARIA

7.9

6.3

-25%

N° CAMPIONI

12.000

12.676

+9,4%

PRODOTTI ALIMENTARI PRIVI DI TRACCE IN EUROPA

50,7

53.42

+5,1%

PRODOTTI ALIMENTARI PRIVI DI TRACCE IN ITALIA

76,15

60.82

-21,05%

PRODOTTI ALIMENTARI ENTRO LMR IN EUROPA

47,7

44.65

-6,53%

PRODOTTI ALIMENTARI ENTRO LMR IN ITALIA

23,55

38.98

+65,5%

 

Elaborazione Coldiretti su dati Efsa