Da circa 2 anni gli allevatori suinicoli danesi hanno deciso per una moratoria sull'uso degli antibiotici chiave (cefalosporine) che sono anche importanti per i trattamenti sanitari umani. Un aspetto insomma della crescita della resistenza batterica, che è diventato critico in Danimarca come negli altri paesi europei (vedi in tal senso i pareri di EFSA negli ultimi anni circa la resistenza batterica negli allevamenti di suini, polli, tacchini). Il Direttore del Centro Danese per la Produzione Suinicola avrebbe riferito che l'obiettivo è la massima tutela della salute pubblica quando la prevalenza di ESLB, batteri resistenti a vari farmaci, sta crescendo, creando difficoltà sempre maggiori e problemi di salute pubblica.
La situazione circa l'uso degli antibiotici nei suini in Danimarca è particolarmente sentita. Recentemente la Amministrazione danese Veterinaria e Alimentare ha pubblicato, sotto la pressione del pubblico e del Parlamento, la lista dei 50 veterinari danesi incaricati della prescrizione degli antibiotici. Una concentrazione effettivamente elevata di potere nelle mani di pochi veterinari e di pochi allevatori, che può quindi causare problemi di controllo pubblico. Un tentativo di creare maggiore trasparenza, nonostante non siano mancate le critiche: c'è chi definisce tale mossa incapace di spiegare cosa sta succedendo in realtà, dal momento che aver nome e cognome non aggiungerebbe assolutamente nulla rispetto alla comprensione della necessità di uso o meno degli antibiotici in ragione di aspetti ambientali precisi. Ma capire chi sono i maggiori produttori di suini e i veterinari che hanno il maggiore numero di clienti è comunque un aspetto di trasparenza importante ed uno strumento di pressione da parte dei cittadini con a cuore la propria salute.
Intanto lo scorso luglio la Danish Veterinary and Food Administration ha annunciato che inizierà a dare “semaforo giallo” agli allevatori che usano un livello di antibiotici ritenuto troppo alto, al fine di limitare l'uso di trattamenti fuori luogo. Ad oggi il semaforo giallo è stato inviato a 1244 allevatori (un quarto del totale). Inoltre, sono stati avvisati tutti coloro che hanno usato livelli al limite della legge, segnalando che se non ridurranno il consumo di antibiotici, gli verrà ingiunto il semaforo giallo. Nell'ultimo trimestre del 2010 la procedura diverrà effettiva: lo scopo dichiarato da Jan Mousing, il direttore della Amministrazione Veterinaria, è rompere definitivamente il “circolo vizioso” dell'uso degli antibiotici: più se ne usano oggi, più se ne useranno domani in ragione della farmaco-resistenza.
Il semaforo giallo, una volta ricevuto, impone all'allevatore, in collaborazione con il proprio veterinario, di presentare un piano di azione per ridurre i livelli di consumo di antibiotici. In nove mesi vi devono essere risultati tali da riportare alla norma l'allevamento. In caso ciò non avvenga, si impone a spese dell'allevatore una consulenza coatta da parte di ispettori e si stanno pensando le misure concrete che potranno essere prese in considerazione. Il Presidente degli allevatori danesi, Henrik Mortensen, ha comunque chiarito che l'uso degli antibiotici è garantito da autorità veterinarie che li dispensano sotto stretto controllo medico, e di conseguenza gli allevatori non hanno una responsabilità né stanno facendo qualcosa di illegale.