Antibiotico-resistenza e sicurezza alimentare in Europa: Rapporto della OMS pubblicato 

  • Pubblicato il: 28/04/2011 

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  • Situazioni a rischio  - Esperienze Europee 

Il tema è caldo, da qualche tempo, e ci indica come effetti di politiche del passato, quando anche dismesse, continuino ad esercitare i loro effetti sul presente. In effetti sebbene da alcuni anni la Commissione Europea abbia bandito l’utilizzo di antibiotici come promotori della crescita entro i mangimi animali, l’onda lunga della antibiotico-resistenza continua a farsi sentire ancora oggi. Certamente sono vari i fattori che vi contribuiscono, tra cui gli incentivi alla ricerca in campo antibiotico, il vasto ricorso che la medicina ha fatto degli stessi quasi come prodotto da banco, le produzioni industriali con necessità di controllare gli agenti zoonotici.

Il Rapporto della OMS- Ufficio Regionale per l'Europa, riconoscendo il valore di minaccia del fenomeno, chiede azioni urgenti anche in direzione di una aumentata cooperazione internazionale.Non è la prima volta che l’Agenzia delle Nazioni Unite si muove in tal senso. Nel 1998 una sua risoluzione aveva sottolineato WHA51.17 (4) l’importanza per la salute pubblica del fenomeno noto sotto il nome di antibiotico resistenza. Si richiedeva allora che la OMS e gli Satti membri prendessero iniziative per sorvegliare, educare e promuovere azioni includendo misure per ridurre l’uso di antimicrobici nella produzione alimentare di origine animale.

Il contesto

Oggi più di 25.000 persone nella sola Europa muoiono ogni anno per infezioni causate dalla resistenza agli antibiotici. Tale fenomeno è dovuto ad un uso che dagli anni ’40 del secolo scorso in poi è stato sempre più frequente, allargando il proprio ambito di applicazione dall’uomo, fino agli animali, e da qui ad usi sempre più tangenziali (come ad esempio, la possibilità di ottenere prima la crescita degli animali d’allevamento). Un aspetto su cui vale la pena riflettere riguarda il fatto che la diffusione della antibiotico resistenza è un fenomeno non circoscrivibile ad un settore o ad una nazione, ma che ha implicazioni anche in settori  e contesti geografici apparentemente lontani. Da qui il ruolo sempre più coordinato e responsabile che devono avere le autorità nazionali, i veterinari, i medici ,i pazienti e gli allevatori nel conservare il ruolo che svolgono gli antibiotici.

La OMS

Pertanto la OMS supporta gli Stati Membri nel prevenire e contenere la resistenza antibiotica, incoraggiando un approccio olistico, intersettoriale, collaborativo e multidisciplinare. In tal senso, la resistenza antibiotica è stata fatta tema della Giornata Mondiale della Salute per il 2011.

La OMS ha riconosciuto da lungo tempo che l’uso di antibiotici negli animali a uso alimentare – che sembra superare di gran lunga l’uso per terapia umana in molti paesi- contribuisce significativamente a problemi di salute pubblica dovuti all’antibiotico –resistenza.

Infatti, si nota come gli antibiotici negli animali siano spesso usati non solo per curare gli animali, ma anche a scopo profilattico e preventivo di malattie, e per promuovere la loro crescita (cosa in Europa bandita dal 2006, ma che verosimilmente è consentita ancora in altri paesi).  La diffusione di geni resistenti a tali sostanze si può sviluppare nei batteri, che possono poi risultare veicolo di infezioni incurabili nell’uomo.

Come si sviluppa la resistenza batterica agli antibiotici?

Il fenomeno di acquisizione della antibiotico-resistenza può avvenire in tanti modi e con veicoli diversi. In particolare, un modo principale riguarda il consumo di cibo da animali trattati con antibiotici, entro i quali i batteri abbiano sviluppato resistenza. I geni possono infatti essere trasferiti tramite in vari modi, anche a partire dall’ambiente o dal contatto di animali con il cibo, fino ad arrivare a batteri che entrano in contatto con l’uomo.

Un batterio può sviluppare resistenza ad antibiotici in due modi: o tramite una mutazione genetica del Dna (resistenza cromosomica) o come più frequentemente accade, attraverso l’acquisizione di elementi genetici mobili da un altro batterio che è già diventato resistente (trasferimento genetico orizzontale).

La questione è complicata dalla capacità di un gene della resistenza di conferire resistenza ad altri antibiotici che appartengono alla stessa classe (resistenza incrociata o cross resistance).

Un altro fenomeno è la co-resistenza, per la quale differenti geni di antibiotico resistenza conferiscono resistenza a diversi antibiotici e possono essere trasferiti simultaneamente ad altri batteri tramite trasferimento genetico orizzontale.

Ma vi è di più. Le conseguenze del trasferimento genetico orizzontale fanno sì che si possa promuovere contemporaneamente la resistenza a varie, incorrelate classi di antibiotici, in particolare se i geni di questa resistenza sono presenti nello stesso elemento genetico trasmissibile.

Rischio Superbug?

Talvolta i geni della resistenza e virulenza possono essere trasferiti insieme, portando ad emergere nuove minacce. Un “superf-batterio in grado di aver svariate resistenze può spesso inoltre avere una elevata virulenza, ovvero capacità di superare le barriere immunitarie di un organismo.

Il risultato finale è lo stesso: batteri che non possono essere distrutti a partire dagli antibiotici oggi in dotazione. Inoltre, in ragione del commercio mondiale di animali vivi, la antibiotico resistenza si sta diffondendo con facilità anche al di fuori dei confini entro cui il problema è stato apparentemente rilevato.

La resistenza a antibiotici fondamentali (fluoroquinoloni) è poi una vicenda che esemplifica la gravità dell’antibiotico-resistenza, come già è stato scritto in precedenza su questo sito.



Una migliore regolamentazione dell’uso degli antibiotici

In Europa appunto già dal 2006 è stato bandito l’uso degli antibiotici come promotori della crescita, ma stando al Rapporto della OMS ancora molto si può fare per pervenire le malattie a base batterica e limitare l’uso conseguente di antibiotici. Sia negli allevamenti a terra che nell’acquacultura infatti vanno ridotti ancora gli antibiotici somministrati. I suggerimenti della OMS contemplano allora:

-          L’eliminazione dell’uso di antibiotici come promotori della crescita, dappertutto;

-          Richiedere che gli antibiotici siano somministrati da veterinari in caso di reale necessità;

-          Richiedere che antibiotici identificati come centrali per la cura di malattie umane (fluoroquinoloni e cefalosporine di terza e quarta generazione) vengano usati con maggiore parsimonia.

-          Ridurre l’uso di antibiotici tramite misure di biosicurezza e migliorando la salute animale, con prevenzione, vaccinazioni e buone pratiche igieniche e gestionali;

-          Eliminare gli incentivi economici che facilitano la “prescrizione facile” di antibiotici.

Mentre l’Ufficio Regionale della OMS per l’Europa indica 7 obiettivi strategici:

1.      rafforzare il coordinamento multisettoriale nazionale per contenere l’antibiotico-resistenza

2.      rafforzare la sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza

3.      promuovere strategie nazionali per l’uso razionale degli antibiotici e rafforzare la sorveglianza nazionale sull’uso degli antibiotici

4.      rafforzare i controlli sulle infezioni e resistenza antibiotica nel settore della salute

5.      prevenire e controllare lo sviluppo e la diffusione della resistenza antibiotica nella filiera alimentare

6.      promuovere l’innovazione e la ricerca su nuovi farmaci e tecnologie

7.      migliorare la consapevolezza, la sicurezza dei pazienti ed il partenariato.

Rapporto della OMS- Ufficio Regionale per l'Europa

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