E’ stato da poco pubblicato il Regolamento 1258/2011 CE della Commissione (lo scorso 2 dicembre), che innalza i limiti massimi di residuo per nitrati, modificando così il reg. 1881 /2006 CE che stabiliva appunto tenori massimi ammissibili di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari (e prevedeva in via provvisoria, deroghe per gli ortaggi a foglia e lattuga per superamento dei limiti, limitatamente ad alcuni paesi del nord Europa).
Il regolamento 1258 è stato redatto in seguito a parere di EFSA, che avrebbe utilizzato una valutazione congiunta dei rischi e benefici associati al consumo di verdura, tenendo in conto quindi il ruolo positivo delle proprietà antiossidanti nel limitare e in parte annullare o controbilanciare i rischi dovuti ai nitrati e composti azotati. A parte casi limite, in specifici gruppi della popolazione in cui vi sarebbe un consumo eccessivo di verdure (come la rucola), e ritenendo improbabile che l’esposizione a nitrati comporti rischi significativi per la salute, prevalgono i noti effetti benefici del consumo di verdura. EFSA dichiara inoltre che aspetti di trasformazione del prodotto fresco e di lavaggio possono portare a sovrastimare l’assunzione teorica di nitrati, anche se gruppi come i bambini, qualora consumassero più di una porzione di spinaci al giorno, potrebbero superare i tenori massimi. In ogni caso, la Commissione ritiene che “per garantire nell’intera UE certezza giuridica ai produttori che applichino rigorosamente le buone prassi agricole per ridurre quanto più possibile la presenza di nitrati negli spinaci e nella lattuga, è opportuno innalzare leggermente il tenore massimo di nitrati in lattuga e spinaci freschi senza mettere in pericolo la sanità pubblica”. Per la rucola, che contiene livelli particolarmente elevati di nitrati, i tenori massimi vanno posti su una base diversa e rivisti nel giro di 2 anni.
In precedenza, in base al succitato reg. 1881, le deroghe consentite circa i livelli di nitrati per alcuni paesi (Belgio, Irlanda, Paesi Bassi e Regno Unito) imponevano l’autoconsumo di verdure con livelli considerati elevati di nitrati, vietando di fatto l’esportazione. Ora, dal momento che sono stati innalzati a livello comunitario i tenori massimi, non sarà più così.
Sotto, un confronto con le categorie di insalata e spinaci per le quali si è verificato un cambiamento dei tenori massimi ammessi di nitrati.

Ricordiamo che i nitrati sono da tempo - da quando è stata pubblicata una Direttiva nel 1991 (la 676)- un problema annoso per l'Europa, che ha tentato in vari modi e spesso senza una forte regia di dare risposte. L'Italia- o meglio, alcune sue regioni in zone cosiddette vulnerabili- ha recentemente ottenuto una deroga per l'inalzamento della quantità prevista (170 kg/Ha) di reflui zootecnici che possono essere versati per ogni ettaro di suolo coltivabile, come concesso ad altri paesi in precedenza (Olanda). Il 3 novembre scorso infatti, la decisione della Commissione UE ha concesso deroga per le regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto elevando fino a 250 kg/ha di azoto equivalente la distribuzione di reflui zootecnici.
E il problema assume sempre di più i connotati politici del caso, magari a partire da aspetti apparentemente tecnici: come aveva dichiarato Giuseppe Bonazzi, del Crpa (Centro di ricerche produzioni animali) di Reggio Emilia e responsabile dell’elaborazione del dossier scientifico di supporto alla richiesta di deroga su incarico delle Regioni e del ministero delle Politiche agricole, forestali e alimentari – prima della Decisione della Commissione, "ci sono posizioni ostili di alcun paesi europei – ad esempio da parte della Francia e dei paesi del Nord Europa. Non sarà una passeggiata". In definitiva, dietro la tecnocrazia e talvolta la scienza, spesso si nascondono veri e propri tentativi di condizionare la politica commerciale alimentare.
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