Rivisti i livelli di melamina da EFSA in seguito a latte contaminato in Cina 

  • Pubblicato il: 18/05/2010 

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Letteralmente tagliati i livelli di melamina da parte dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, in pratica più che dimezzati, per andare a regime con le disposizioni della OMS del 2008. E’ stato così stabilito un consumo giornaliero tollerabile (TDI) di 0,2 mg per kg di peso corporeo, dagli 0,5 precedenti raccomandati nel 2007. Ricordiamo che, nel 2008, 300.000 bambini sono stati colpiti in Cina da alimenti per l’infanzia contenenti melamina, e almeno 6 sono morti.

Nel 2007, un anno prima, alcuni animali da compagnia sono morti negli USA dopo aver ingerito cibo con glutine o proteine del riso provenienti dalla Cina. Tale sostanza è stata inoltre rinvenuta nella soia a scopo mangimistico e nel bicarbonato d’ammonio usato nell’industria alimentare come lievitane o come agente antiacidità (sotto la sigla E503).

In ogni caso, oltre alle importazioni dalla Cina, la melamina entrerebbe nella catena alimentare in ragione della sua dipendenza dai materiali plastici a contatto con il cibo (piatti, posate, contenitori..) e da fitosanitari, nella forma di cyromazina, usata sia come fitosanitario che come prodotto veterinario. Oggi i limiti di migrazione stabiliti per i materiali di contatto è di 30 mg per kg di cibo -limite non rivisto. Soglia che dovrebbe consentire, anche ai forti consumatori, di rimanere entro i limiti accettabili.

La melamina sarebbe stata ritrovata in alimenti come cereali, zucchero e dolci, inclusa la cioccolata, grassi, verdura e zuppe, patate, frutta e succhi di frutta, carne, pesce, formaggi e latticini. Questo stando ai dati forniti da CIAA, la Confederazione Europea dell’Industria Alimentare.

E’ stato stabilito un livello di 2,5 mg di melamina per kg di prodotto per distinguere la presenza accidentale da quella fraudolenta.

 Agricoltura e cyromazine

La melamina è un metabolita che può derivare dalla cyromazine, usata sia come pesticida per una serie di usi consentiti, sia come additivo alimentare, al fine di controllare la larva di mosca nelle feci di pollame.

La Cyromazina, sebbene non sia inclusa nel programma di monitoraggio dei pesticidi avviato a livello europeo, ha sollevato l’interesse di alcun paesi che la stanno ora monitorando (esempio, Regno Unito).

La trasformazione di cyromazina in melamina avverrebbe con un fattore di conversione di circa il 100 nella carne di pecora (con un limite massimo di residuo pari a 300 nanogrammi per kg di carne di cyromazina, si arriva a una concentrazione massima di 4 nanogrammi di melamina per kg di carne)

Nel caso sia usata come additivo nei mangimi, può arrivare a una esposizione di 30 nanogrammi per kilogrammo di peso corporeo. Tali valori rappresentano comunque una fonte minoritaria rispetto alla melamina ingerita in ragione dei materiali di contatto.

 

  • Nel caso di carne ingerita, tenendo infatti conto dei limiti massimi di utilizzo, si avrebbe un’ingestione di 0.020 μg/kg di peso corporeo al giorno, contro una esposizione totale che va per l’Italia dai 50 ai 170 μg/kg di peso corporeo al giorno.
  • Nel caso di consumo di uova, con un consumo di 100 grammi di uova al giorno un massimo di 1 μg/kg b.w.
  • La frutta e la verdura darebbero in media un contributo simile, di 1 μg/kg b.w.

 

Proposte

EFSA ha raccomandato così un abbassamento del limite di melamina ammessa in fenomeni di migrazione materiali di contatto-cibo, ritenendo troppo elevati i limiti attuali.

I bambini avrebbero un’esposizione a melamina nei limiti giornalieri stabiliti, stando ai pareri di EFSA: sebbene i dati confermino che non si raggiunga la soglia massima del TDI, nel caso si consideri pure i materiali di contatto, per alcuni sottogruppi di bambini forti consumatori di biscotti e di cioccolata prodotti con latte contaminato cinese si possono oltrepassare i limiti massimi, sebbene ciò non implichi automaticamente indicare la presenza di un problema di salute, dato che la soglia massima TDI include anche un certo margine di sicurezza. L’Opinione è nata dal lavoro congiunto del Panel Contaminanti e del Panel Materiali di Contatto.

 

 Altre richieste di Efsa:

  • nuovi dati sulla co-presenza di melamina e simili (acido cianico, ammelide e ammelina) nel cibo e nei mangimi.
  • nuovo modello, migliorato, per comprendere più in profondità i meccanismi di dose-risposta, in ragione del fatto che gli uomini risponderebbero diversamente alla sostanza dei ratti.

Per ulteriori informazioni vedi la dichiarazione completa di EFSA.